Come cambia la mobilità aziendale nel 2025? A rispondere è l’ultima edizione del Barometro delle Flotte Aziendali e della Mobilità* dell’Arval Mobility Observatory: un’analisi puntuale e aggiornata, diventata negli anni uno strumento di riferimento per leggere il presente e anticipare il futuro del nostro settore.
Il quadro emerso è chiaro: per un’azienda su tre, oggi la priorità è contenere l’aumento del TCO (Total Cost of Ownership), cresciuto di ben 11 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Un incremento che riflette le tensioni geopolitiche, economiche e normative in atto, e che spinge le imprese a rivedere strategie e priorità. Subito dopo, tra le principali sfide: l’adeguamento alle normative sempre più stringenti in tema di veicoli termici e la necessità di promuovere una cultura della guida responsabile tra i collaboratori.
Il valore dei dati e della tecnologia
In un contesto dove l’incertezza è la nuova normalità, i dati diventano un asset strategico. La possibilità di raccogliere, interpretare e trasformare i dati dei veicoli in azioni concrete si rivela determinante per ottimizzare la gestione delle flotte. Secondo il Barometro 2025, il 64% delle aziende italiane utilizza già o prevede di utilizzare nei prossimi tre anni i dati provenienti dalla telematica di bordo. Un aumento del 7% rispetto al 2024, che dimostra come il paradigma data-driven non sia più solo una tendenza, ma una necessità competitiva.
Transizione energetica: verso l’elettrico, con strategia
Tra i trend più significativi dell’indagine, spicca l’impegno delle aziende italiane nella transizione verso alimentazioni alternative e soluzioni a basso impatto ambientale. A spingere verso l’elettrificazione non è tanto la leva del risparmio, quanto piuttosto la volontà di rispettare la propria strategia di CSR, indicata come motivazione primaria dal 34% delle aziende.
Il processo è avviato, ma non omogeneo. Mentre per le auto aziendali si prevede che, entro tre anni, una su quattro sarà 100% elettrica, la transizione dei veicoli commerciali leggeri procede a ritmo più lento: si stima che solo uno su cinque sarà elettrico nello stesso arco temporale. Una differenza che evidenzia l’esigenza di soluzioni su misura per i diversi segmenti della flotta, senza dimenticare le sfide logistiche e operative che la transizione impone.
Fondamentale, in questo scenario, è lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica adeguata. I dati parlano chiaro: il 60% delle aziende ha già installato – o lo farà entro i prossimi 12 mesi – colonnine di ricarica presso le proprie sedi. Il 58% supporta l’installazione di punti di ricarica domestica per i collaboratori, e il 50% prevede rimborsi per l’energia consumata presso colonnine pubbliche.
In questo processo, i professionisti della rete Arval giocano un ruolo chiave: saper affiancare i clienti nella definizione di soluzioni su misura, affidabili e sostenibili, è oggi più che mai un valore aggiunto.
La mobilità come leva di welfare e attrazione dei talenti
Altro tema centrale emerso dal Barometro è l’evoluzione della mobilità aziendale come strumento di welfare. Il 93% delle aziende prevede che la propria flotta aumenterà o resterà stabile nei prossimi tre anni. Cresce, in particolare, la volontà di offrire soluzioni anche ai dipendenti che normalmente non avrebbero diritto a un veicolo aziendale (36%) e di introdurre opzioni di mobilità condivisa (45%), come il car sharing interno.
A rafforzare questo trend, anche l’adozione di servizi alternativi al noleggio auto: bike sharing, car pooling, app per prenotare mezzi o card per pagare i servizi di mobilità sono già realtà o lo saranno a breve per l’83% delle aziende intervistate.
Il Barometro conferma: la mobilità aziendale non è solo un mezzo per spostarsi, ma un potente strumento strategico per costruire valore, oggi e nel futuro. Per i Partner della rete Arval, questo si traduce in nuove opportunità: supportare le aziende nell’evoluzione dei loro modelli di mobilità significa guidarle verso soluzioni più sostenibili, efficienti e competitive.
Per scaricare il documento completo del Barometro, clicca qui.
*Metodologia
Per questa ricerca indipendente, Ipsos ha intervistato con metodo CATI tra agosto e novembre 2024, decision makers di 8.061 aziende con almeno un veicolo in flotta in 28 Paesi: Austria, Germania, Belgio, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Portogallo, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Svizzera, Finlandia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Messico, Canada, USA, Turchia, Marocco, Cile, Perù e Brasile. Il campione italiano è composto da 300 aziende.





