Mondo Arval

Presentato il Barometro Arval 2026

Nuova edizione dello studio realizzato da Arval Mobility Observatory. L’indagine condotta su oltre 300 aziende italiane mostra come la mobilità stia diventando sempre più un asset strategico coinvolgendo diverse funzioni all’interno dell’impresa

È stato presentato nei giorni scorsi il Barometro delle Flotte Aziendali e della Mobilità, l’indagine annuale che analizza e anticipa i trend della mobilità professionale in Italia e in altri 32 Paesi europei ed extraeuropei, condotta da Arval Mobility Observatory.

Se il precedente documento guardava al contesto esterno, questa quarta ricerca si focalizza sul mondo imprenditoriale. Attraverso l’indagine condotta su oltre 300 aziende italiane, il Barometro restituisce una fotografia concreta delle priorità, delle scelte e delle modalità con cui la mobilità viene oggi gestita nel nostro Paese.

Il Barometro 2026 conferma che la mobilità aziendale in Italia sta evolvendo, ma con velocità differenti:

  • il 66% delle aziende intervistate si colloca nei primi due livelli di maturità,
  • il 24% si trova in una fase intermedia di strutturazione,
  • l’11% raggiunge un livello avanzato di integrazione strategica,
  • la piena maturità riguarda appena l’1% del campione.

Emergono priorità chiare: controllo dei costi, transizione energetica, efficienza organizzativa. Allo stesso tempo si evidenzia un’evoluzione nei modelli decisionali, con un coinvolgimento crescente di più funzioni aziendali. La flotta non è più un tema esclusivo del fleet manager: interseca finanza, risorse umane, sostenibilità e procurement. La vera variabile distintiva non è tanto la scelta di una tecnologia quanto il livello di strutturazione con cui la mobilità viene governata.

Il ruolo del fleet manager

La figura deI fleet manager si evolve: sempre meno propenso a “scegliere la soluzione migliore” a favore di una scelta frutto di mediazione tra obiettivi aziendali differenti. Il risultato è un processo decisionale più articolato, che aiuta a comprendere perché, in molte aziende, le scelte sulla mobilità risultino oggi più graduali, ibride o sperimentali. Non a causa di indecisione o resistenza al cambiamento, quanto piuttosto per trovare equilibri sostenibili tra esigenze economiche, ambientali e organizzative.

I veicoli elettrici

Parlando di alimentazione elettrica, i dati mostrano che il vero elemento discriminante non è l’adozione del veicolo, ma la gestione della ricarica. Le aziende devono infatti decidere dove ricaricare, come rimborsare l’energia, chi sostiene i costi e con quali regole. Ma ci sono imprese che, invece, iniziano a trattare la ricarica come un tema di governance – e non solo di rimborso spese – ponendo così le basi per un’evoluzione più ampia dei modelli di mobilità.

“Il Barometro 2026 restituisce un’immagine dove elettrificazione, sostenibilità ed efficienza sono obiettivi cruciali, che vivono all’interno di strategie pragmatiche con organizzazioni attente ad armonizzare sensibilità e disciplina finanziaria. I gestori aziendali chiedono ecosistemi più intelligenti, più connessi e più integrati, per una governance capace di semplificare la crescente complessità operativa e offrire una visione sistemica di flotte e mobilità” dichiara Massimiliano Abriola, Head of Consulting & Arval Mobility Observatory Italia.

Per approfondire il tema, puoi scaricare il documento a questo link.

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